Sortino “Porta di Pantalica”

Sortino si trova a nord ovest da Siracusa da cui dista 30 chilometri. E’ una cittadina barocca, molto apprezzata per la sua produzione di miele ed è situata nei Monti Iblei in prossimità della necropoli rupestre di Pantalica e del fiume Anapo.

La necropoli rupestre di Pantalica costituisce uno dei più importanti luoghi protostorici siciliani, utile per comprendere il momento di passaggio dall’età del bronzo all’età del ferro nell’isola.
Il sito si trova su un altopiano, circondato da canyon formati nel corso dei millenni da due fiumi, l’Anapo e il Calcinara, che hanno determinato l’orografia a canyon caratteristica della zona. Non è facile conteggiare un numero esatto di tutte le tombe esistenti a Pantalica perché distribuite anche singolarmente, tuttavia sono state riconosciute diverse necropoli:
la necropoli sud-ovest o di Filiporto, composta da un migliaio di tombe che si estendono sulle pendici e nella conca    dell’Anapo, appartenenti all’ultima fase della città (IX-VIII secolo a.C.);
la necropoli di Nord-Ovest, una delle più antiche della zona (XII-XI secolo a.C.);
la necropoli della Cavetta del IX-VIII secolo a.C. con la presenza di abitazioni bizantine;
la necropoli Nord, la più vasta e la più fitta, risale al XII-XI secolo a.C.;
la necropoli Sud del IX-VIII secolo a.C.;
la necropoli di San Martino, è tra le più interessanti. Essa è composta da tombe a tholos di epoca preistorica e     delle  catacombe bizantine: l’Ipogeo di Dionisio e la Grotta di Sant’Anna.

In uno dei punti più elevati dell’area, in una posizione dove si domina la visione delle valli si trova la cosiddetta acropoli di Pantalica. Da questo punto era facilmente controllabile l’eventuale arrivo di nemici, qui fu costruito il “palazzo del principe” o Anaktoron, l’unica costruzione in pietra dell’area. L’edificio dell’Anaktoron risale al XII-XI secolo a.C. e sembra attestare un’influenza di costruttori micenei.

L’altopiano così come le vallate sottostanti (definite Valle dell’Anapo) sono delle importanti zone naturalistiche.

Nella zona di Giarranauti è presente, nel bosco, un area naturalistica attrezzata gestita dall’azienda delle foreste demaniali della regione. Seguendo i sentieri all’interno del parco si trovano i resti di un villaggio bizantino (VI-VIII secolo d.C.), delle concerie e delle macine scavate nella roccia.

La città di Sortino dopo che il terremoto del 1693 la rase pressochè al suolo, fu ricostruita sull’attuale pianoro. L’antica città, oggi chiamata Sortino diruta, era ubicata sul versante sud del pianoro. Era un centro molto attivo nella conciatura delle pelli di cui restano, ancora visibili, vari edifici scavati nella roccia.

Tra le architetture religiose meritano certamente una visita:

– Chiesa madre di San Giovanni apostolo ed evangelista
– Chiesa di Santa Sofia Vergine e Martire
– Chiesa delle Anime del Purgatorio
– Chiesa di San Sebastiano
– Chiesa della Natività
– Chiesa dell’Annunziata
– Chiesa della Madonna del Carmelo
– Chiesa di San Francesco d’Assisi
– Chiesa delle Benedettine
– Chiesa del Collegio
– Chiesa di San Giuseppe
– Convento dei Cappuccini

La Casa museo dell’apicoltura tradizionale racconta, attraverso il suo percorso museale ricco di oggetti ed attrezzature dell’epoca, le tradizioni apistiche sortinesi. Già Virgilio parla del “miele ibleo” e la lunga tradizione mielaia delle genti sortinesi succedutesi nelle varie generazioni ha portato alla produzione di mieli caratteristici, quali quello di timo, di eucalipto, di zagara oltre che all’onnipresente millefiori. Altro prodotto di cui pochi individui conservano i segreti è un liquore di miele chiamato “spiritu re fascitrari” (liquore dei mielai) prodotto per distillazione dell’acqua di risulta derivata dallo scioglimento della cera (che contiene molti residui zuccherini e di miele), successivamente fatta fermentare e distillata.

Il pizzolo (pizzòlu, in siciliano) è un prodotto tipico della cucina siciliana, in particolare di quella sortinese, ma può gustarsi in gran parte delle pizzerie della provincia. Consiste in una pizza tonda di circa 20 cm di diametro, superficialmente condita con olio, origano, pepe, parmigiano e sale, farcita con vari ingredienti, salati (in tal caso il ripieno sarà a base di salumi, verdure, formaggi, carne) o dolci (con ripieno di crema al pistacchio, crema cioccolato, ricotta e miele).