Alcantara: la cristianità in un percorso storico siciliano

di: Domenico Galofaro

Vi abbiamo già accompagnati lungo un itinerario all’insegna della natura e dei rimandi storici, intorno a Francavilla di Sicilia, sulla valle del fiume Alcantara e sotto gli occhi di pietra dei ruderi di un antico castello di epoca normanna.
Stavolta vogliamo presentare un suggestivo viaggio nella cultura cristiana, sullo sfondo di una vita meridionale che trattiene a sé, più di altre aree d’Italia, quella cultura religiosa all’interno di un ambiente rurale, distante dal “cosmopolitanesimo” e più vicina ai valori della terra e della vita rusticana.

La Chiesa della Santissima Annunziata, situata nell’omonima piazza nel centro di Francavilla, è il punto ideale da cui partire. Sebbene sia stata completato solo nel tardo Ottocento, l’edificio mantiene intatto lo spirito del secolo XVI in cui è stato costruito, tra i rimandi artistici, i torrioni cuspidati e l’effetto chiaroscuro delle facciate, mentre all’interno sono contenute opere importanti tra cui gli altari – da segnalare quello del patrono Sant’Euplio – e la statua in marmo della compatrona Santa Barbara

Fontana Vena, conosciuta per tradizione come “a funtana dei diciotto schicci” regala al visitatore un ricordo, quello degli animali stanchi che alle acque della fontana si abbeveravano e quello delle lavandaie che facevano il bucato nell’Ottocento, immerse in una cultura religiosa e profondamente cristiana, percepibile all’ombra di questa imponente e larga fontana “marchiata” dallo stemma sabaudo. Dalla vita religiosa e contadina del passato a quella giovanile e moderna che trova, in Piazza San Paolo e nelle vicinanze, un’area di passaggio molto frequentata e meta d’attrazione per i turisti.

In Via Cappuccini sorge il convento degli omonimi frati. Il Convento dei Frati Cappuccini è un luogo mistico. Circondato da corsi d’acqua, tra cui il fiume San Paolo e il torrente Zavianni, è stato scelto nella storia per via dell’aura di misticismo immanente della natura di Francavilla, località posizionata da sempre nel cuore della valle dell’Alcantara.
Si narra che il Visconte Antonio Balsamo sia riuscito a costruire il convento grazie alle sole offerte del popolo. Le finestre dalla tipica forma “a bocca di forno” sono state mantenute originali nonostante il susseguirsi di lavori di ampliamento. Il Convento venne completato nel Cinquecento, diventando dimora dei Cappuccini. È qui che vogliamo fermarci, nel luogo in cui è più viva quella cultura religiosa di un tempo passato che pervade un luogo storico ma presente: tra dormitori, corridoi oscuri e camere private, risiede ancora l’atmosfera di quei tempi di profondo raccoglimento sacro da parte di uomini tormentati scelti da Dio e che in Dio avevano trovato il loro tormento più virtuoso.

ph: Gian Piero Romano